Krishna

Come ho incontrato Krishna

Sono venuta a conoscenza della coscienza di Krishna nel 2009, un anno difficile: mio padre era malato, avevo un lavoro precario, il mio compagno era disoccupato e la mia band si stava sciogliendo.

Avevo 26 anni. Decisi di andare a trovare un amico che viveva a Fuerteventura per ritemprarmi, mi sentivo depressa, una sensazione nuova per me. Un amico di chi ospitava me ed il mio compagno per la vacanza, ci invitò a casa sua, ci eravamo conosciuti in spiaggia durante una loro surfata il giorno prima.

L'ingresso in quella casa, fu il viaggio nel viaggio, era praticamente un tempio,  immagini di Radha e Krishna ovunque, arazzi, un altarino con  l'immagine del maestro spirituale Srila Prabhupada e della Guru Parampara, un inebriante profumo di incenso, una pianta di Tulasi rigogliosissima vicino alla finestra.

Un forte calore mi colse, sentii un abbraccio potente, una vampata così forte da temere la perdita dei sensi, il cuore iniziò a battere forte. Quel ragazzo, un devoto, iniziò a parlarci di Krishna,  mi calmai. Ci spiegò il significato di quelle immagini e lesse qualche verso della Bhagavad-Gita; mentre raccontava pensavo che tutti quei concetti corrispondevano a quanto pensavo da sempre, li condividevo in toto ed ho realizzato che avevo finalmente trovato la mia strada. Nell’ esporre la coscienza di Krishna quel devoto emanava un amore toccante, indescrivibile.

Tornata a casa cercai una copia della "Bhagavad-Gita così com'è", quella coi commenti di Srila Prabhupada, iniziai a leggerla e subito intuii che non si trattava di un libro comune. Alternavo  questa lettura, con materiale ritrovato in rete, lessi la biografia di Srila Prabhupada percependo un profondo affetto per quest’ uomo straordinario che in età avanzata attraversò il mondo per portarci questa conoscenza e la liberazione attraverso la recitazione del maha mantra Hare Krishna.

Iniziai a recitare provando serenità, forza e fiducia. Poco dopo mio papà ci lasciò, era la persona più importante della mia vita, grazie al Mantra e alla coscienza di Krishna riuscii a stargli accanto fino alla fine stando sulle mie gambe. Persi il lavoro, il gusto per quanto mi circondava, l'unico conforto era leggere tutto ciò che riguardava Krishna, riempire i miei vuoti con la saggezza di Prabhupada e con il Maha Mantra che mi infondevano verità, autenticità, rincuorandomi con amore e fiducia.

Fui richiamata a lavorare in un centro di assistenza fiscale dove avevo lavorato qualche tempo prima: ritmi stressanti, a stretto contatto con  persone a cui cercavo di dedicarmi con amore realizzando i disagi e le sofferenze che vivevano. Mi sentivo forte, non ero sola e riuscivo ad offrire un sincero sorriso a tutti, nonostante le ansie causate dallo stress. 

Un giorno in ufficio arrivò un devoto Hare Krishna, la mia collega mi chiamò entusiasta, sapeva che ne sarei rimasta sorpresa, avevano aperto un tempio in zona! Incredula presi dei libri e tornata a casa cercai notizie sul tempio su internet. Da allora seguo le lezioni sulla "Bhagavad-Gita così com'è" che, spiegata da un maestro realizzato, in grado di rivelarne tutta la bellezza  rendendola di facile comprensione.

Una domenica decisi di partecipare ad una loro festa. Entrare nel tempio fu un'esperienza illuminante: si sprigiona un'energia positiva che ti avvolge, si percepisce istantaneamente come la comunione con persone che condividono lo stesso amore riempia l'anima. La festa termina con la cena servita dai devoti, il cibo è spirituale, nutre il corpo e l'anima oltre ad essere di una bontà infinita. In Coscienza di Krishna il gusto nell'abbandonare vecchie cattive abitudini cresce, si riscoprono piaceri antichi dell'anima, ci si sveglia al mattino presto per recitare sul japa, con la mente ed il cuore sempre rivolti a Krishna.

Ora ho un lavoro stabile che mi permette più tempo per le pratiche spirituali. La mia grande fortuna è quella di vivere vicino al tempio; dopo aver partecipato all'Harinam Sankirtan, che si tiene un sabato al mese e consiste nel canto dei santi nomi, del Maha Mantra per la città insieme ai devoti, ho sentito ancor di più la coscienza espandersi, è stato un vero e proprio salto di qualità che mi ha portato diverse realizzazioni. È stata una delle giornate più belle della mia vita.

Dopo questa esperienza, una mattina, ho deciso di partecipare al Sadhana del mattino al tempio. Ne sono uscita in estasi, tutti i miei sensi erano amplificati, il cuore, traboccante di gioia doveva essere condiviso col mondo. Continuo a recitare, leggo ogni giorno le parole di Srila Prabhupada, questo è il mio carburante. Il mio desiderio è quello di imparare a servire con tutto il cuore perché Krishna mi sta insegnando a vivere grazie ai Suoi rappresentanti ed è qui che trovo l’autentica gioia.

Gli alti e bassi sono spariti, mi sento sempre serena perché ho uno splendido rifugio, pieno di amore e misericordia, Krishna. Con la gratitudine nel cuore ringrazio chi ha creato questo spazio e chi ha letto la mia piccola storia. Hare Krishna!

Sara

 

 

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